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Pesca del Serra, all'ultimo secondo!
Pesca del Serra all’ultimo secondo!
Racconto di due giornate di pesca
Quest'anno,come al solito,mi sono recato al mare per passare qualche giorno di ferie al sole.
Sono i primi di settembre, in giro c'è poca confusione, poca gente, le spiaggie sono libere, il tempo è ottimale, il mare favoloso.
Con me ho sempre i miei quattro rezzagli, o jacchi, sparvieri... utili sia per procurarmi qualche pescetto fresco per la frittura o per la caccia grossa,catture da gustare fresche sul posto grazie ad un braciere portatile o sui fornelli, tutto ciò grazie al"mio libero amorevole camper ".
Ometto di indicare i luoghi di pesca per rispetto degli appassionati locali.
Sui pontili di buon mattino i pescatori con le canne non mancano di certo.
Mi faccio una passeggiata lungo la riva, l’acqua è trasparente e nonostante i miei occhiali polarizzati,non riesco a scorgere nemmeno un pescetto, sicuramenteci sono predatori in caccia.
Incontro Franco,esperto jaccatore, lo conobbi qualche anno fa su quelle stesse spiaggie, ricordo che fu molto disponibile ad insegnarmi la tecnica di lancio del rezzaglio e dei trucchetti frutto di esperienza di pesca nel lancio di questa rete. E' un piacere rivederlo, non vi fu bisogno dei convenevoli perchè si ricordò mi me!
Franco è in compagnia di una attraente dolce fanciulla, anche lei esperta di lancio al rezzaglio, peccato che non si è voluta far fotografare durante le fasi di caccia, sarei stato felice di dedicargli uno spazio su questo sito, avrebbe sicuramente dato un tocco femminilità e dimostrazione che anche le donne ci sanno fare anche in questa passione!
Anche Franco mi dice... "non si vede un pesce in giro, hanno paura di mettere la testa fuori perché girano i pesci serra, predatori veloci e avidissimi."
I pescatori con la canna hanno difficoltà a reperire cefali da inserire come esca,ma qualcosa con il rezzaglio si riesce sempre a procurare, questa foto attraverso le lenti polarizzate dei miei occhiali, mostra che i cefali sono visibili, sono nelle acque basse pronti alla fuga in ripari di fortuna per sfuggire ai predatori.
Tutti sono in attesa del passaggio o di un avvistamento di questi pesci Serra, ognuno si professa indovino, ma non per i più saggi come Franco e Giovanni, suo amico di vecchia data che mi ha presentato e che ho avuto il piacere di conoscere! Loro ben sanno cheappena si avvicinerà il tramonto i predatori si faranno vedere e sentire, nel frattempo ci degustiamo le fresche mozzarelle che Giovanni porta ad ogni battuta di pesca.
Al calar del sole.....la ragione è loro! La canna di Giovanni improvvisamente sobbalza e si piega alternativamente, la frizione del mulinello stridula velocemente e con un suono acuto il filo scorre veloce tra gli anelli e si stende verso il largo, tutti accorrono!
Giovanni, navigato pescatore, con calma e maestriariesce a stancare il pesce, che viene recuperato, debitamente guadinato e issato sul pontile.
Immortalo la cattura con la fotocamera, non sapendo che la giornata e le emozioni non finivano in quel momento.
Difatti poco dopo, un altro pescatore con la canna cattura un Serra, poi un altro e un altro ancora!
I cefali d’esca, posti sulle canne di Giovanni venivano attaccati dalle fauci di enormi Serra in branco, ben visibili a pochi metri dal pontile, li tranciavano come se fosse burro, scene che non avevo mai visto prima di quel momento, guardate con calma le foto e vi rendere conto di ciò!
Qui è il cefalo esca che gira tranquillo......
........tranquillo, come si dice a Roma, ora è morto perchè i Serra l'hanno attaccato!! Azz..
Letteralmente spezzati in più parti, qui si sono pappati la parte centrale del pesce esca.
I segni dei morsi del serra sono visibilissimi, manca anche la parte anteriore e la testa del cefalo!
I gabbiani e falchetti alla vista delle esche vive galleggianti, tentavano invano di procurarsi un facile pranzetto, fischi, urla e battito delle mani dei pescatori li facevano desistere dall'intento, forse i volatili non hanno ancora capito che in cima alla catena alimentare ci siamo noi umani!
Ho appreso le tecniche di pesca con la canna, elargite da Giovanni senza remore,ne farò tesoro per il futuro.
La giornata finisce con il tramonto,.
chi ha pescato si allontana soddisfatto del trofeo,
chi non ha preso nulla è pieno di speranza per l’indomani
Giorno seguente......
E’ l’alba..... i pontili sono già colmi di pescatori con le canne che, pur consapevoli che i Serra passeranno prima del tramonto, si assicurano il posto di pesca e mettono le esche a mollo, insomma ci provano lo stesso, non si sa mai!
Con Franco siamo con le mani in mano, non gira un pesce per tirare il rezzaglio, arriva il pomeriggio, anche i pescatori con le canne sono in trepida attesa.
Il tramonto si avvicina, ancora nulla, i nostri rezzagli non hanno toccato l'acqua ma sono sempre pronti ad ogni evenienza!
La noia ci assale, Franco mi invita ad andare a visitare una buca in mare di sua conoscenza, forse li qualcosa da prendere c’è!
Ci avviamo lungo la spiaggia, muniti di due rezzagli, Franco ne ha uno a maglie strette ed io uno a maglie medie.
Arrivati sul posto, la spiaggia è deserta, siamo a circa un km da dove eravamo, Franco avvista un branco di Lecce proprio nella buca, con un tiro preciso ne cattura ben nove di media pezzatura.
Mentre ci stiamo prodigando a liberare la rete da lancio dai pesci catturati, improvvisamente notiamo ombre di pesci enormi nel fianco delle onde, proprio vicino al bagnasciuga, ai confini della buca che mi ha insegnato.
Cedo a lui il mio rezzaglio che prontamente lancia su un branco di tre, fa centro!!
Sono pesci Serra, uno avrà pesato oltre 8 kg, la loro forza ha sollevato il rezzaglio di oltre mezzo metro dalla superficie dell’acqua e subito dopo sono scappati alzando i piombi perimetrali dello jacco.
Altri avvistamenti si sono susseguiti, altri tiri, la velocità di avvistamento e azione di Franco è eccezionale.
Tutti centri, solita sguazzata dell’acqua e i Serra scappavano dalla rete!
Ho contato con i miei occhi dodici lanci in sequenza,tutti centrati, con all’interno del rezzaglio anche branchi di tre Serra.
Anche un Serra in caccia di pesci vicino alla riva è stato centrato, ma nella rete sono rimaste solo le due spigole predate , il Serra era fuggito in men che non si dica!
Non potevo stare con le mani in mano e visto che il rezzaglio libero era a maglie fine, quindi inutile per tentare tali catture, ho deciso di intervenire fisicamente, aiutando Franco nel tuffarci sulla rete, nella remota possibilità di evitare la solita e oramai scontata fuga di questi grandi e forti predatori.
Abbiamo passato dieci minuti di fuoco, tra corri corri, lanci del rezzaglio e tuffi sopra di questo, ma sempre invano!
Il sole stava tramontando, la luce era sempre meno e non si riusciva più ad individuare la posizione delle nostre prede, finchè questo esperto amico, con vista acuta e tecnica degna di nota, improvvisamente si aqquatta, si muove lentamente e poi , compiendo tre o quattro passi come un grande felino, lancia il rezzaglio in mare, fa centro come sempre, si tuffa senza indugio sulla rete e con sprezzo del pericolo riesce ad afferrare uno dei tre serra intrappolati, tenendolo per le mani riesce a sollevarlo fuori dall’acqua, le sua frasi concitate mi hanno fatto scattare, lo raggiungo e viene immediatamente coadiuvato nelle operazioni di presa e cattura, questa volta la preda è assicurata! Contemporanemante il sole scende e muore nel mare, era l’ultimo secondo disponibile e Franco, grande jaccatore, l'ha colto!
Subito dopo nell'osservare la preda, parliamo di quello che ci era capitato, anche lui, nonostante le numerose esperienze, non aveva mai visto tanti Serra, ci confidiamo quanto ci era capitato... a raccontarlo... nessuno ci avrebbe dato credito, ma ciò non importa, noi lo sappiamo perché lo abbiamo vissuto personalmente e in ogni frangente , lo ricorderemo per sempre........come un film al rallentatore.
Siamo lontani dai nostri cari e dagli amici pescatori con le lenze, sicuramente saranno preoccupati per il nostro non ritorno, quindi ci avviamo a passo svelto, carichi di pesci e di soddisfazione per le emozioni provate.
Giunti al pontile, tutti ci accolgono come dei vincitori o per meglio dire dei Gladiatori, di fatto anche questi lanciavano la rete per bloccare lo sfidante.
La soddisfazione è tanta come l'incredulità in quanto ci era capitato!
Il mio rezzaglio è lacerato in più punti, sono stati i Serra hanno denti taglienti come lamette, nessun problema ne ho sempre di scorta e questo si riparerà!
Il Serra giustamente è stato il trofeo di Franco, mentre le due spigole la sera stessa, sono finite sulla brace e subito dopo nella mia pancia, erano squisitissime! I pescatori con le canne sfoggiano le loro catture, un serra di kg 5,8 e un' altro di circa tre chili.
In pochi giorni ho vissuto esperienze uniche, ho imparato nuove tecniche, sia con il rezzaglio che con la canna da pesca, le catture si sono susseguite così come le emozioni e le lunghe attese. Ringrazio e saluto Franco, la sua compagna e Giovanni, che mi hanno sopportato istruito e fatto vivere i momenti emozionanti più salienti di queste giornate di mare. Spero di aver trasmesso con il mio racconto e queste foto parte delle emozioni vissute. Spero di rincontrarli presto, come Claudio, un sub che in apnea, sempre all'ultimo secondo, con destrezza e provata capacità, ha avuto la meglio su un Serra di buone dimensioni!
Le foto ravvicinate che seguono le ho scattate proprio grazie a questa sua cattura, ed evidenziano senza ombra di dubbio il fascino di questo predatore dei nostri mari, il pesce Serra!.
Sperando di averVi fatto cosa gradita, saluto tutti voi con un caloroso abbraccio e con questa foto che chiude un'altro giorno di pesca in mare
Maurizio
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